Udite udite…


Dimmi chi è la puttana eh?

Dimmi adesso chi è la puttana eh?

Questo è ciò che scrisse il giornalista Augusto Minzolini su Repubblica nell’ottobre 1994. Ci scappa da ridere ah ah ah! (è che non abbiamo più lacrime sigh sigh!).

“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”.

Chissà cosa avrà trovato nella busta per stravolgere così quella vecchia opinione?!!

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One Comment su “Udite udite…”

  1. bruno courthoud Says:

    ma la risposta è semplicissima, è la nomina in sé, l’effetto “spoils system” praticato in questo misero paese che produce queste cose. Se lo hanno nominato, e penso conseguentemente strapagato, è perché ha accettato di diventare un fedele al politico di turno.
    Nulla di anormale: basta saperlo (e farlo sapere).
    Nel nostro piccolo, in regione, celva, comuni, ecc. siamo pieni di direttori e dirigenti di questo tipo, pronti ad omaggiare il nuovo padrone, se e quando arriverà.
    I prezzi, in italia (povero paese!), sono ai minimi storici.
    E ai politici, tutti, ma proprio tutti, va bene così: oggi a te, domani, forse, a me.
    Povera italia, un paese di arrivisti e di mezze tacche, pronti sempre a svendersi per meno di trenta denari. E si credono e li chiamano furbi e furbetti. Che pena!


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