L’illusione di fare arte


No! Il live cinema no!

No! Il live cinema no!

Nonostante sia alla terza edizione la rassegna artistica “Finito/Infinito” continua a rimanere dietro alle quinte (in senso simbolico e reale). Pochi la conosco e pochissimi sono quelli che la frequentano: amici, parenti e qualche curioso. Dal dépliant Guido Cossard, assessore alla Cultura del Comune di Aosta, definisce la rassegna uno degli appuntamenti più interessanti e innovativi del cartellone da lui promosso, capace di avvicinare l’arte ai cittadini di Aosta. Che rispondergli? Obiettivo mancato! L’arte rimane al suo posto! Cioè fuori dalla rassegna! Si tratta infatti di un mix pasticciato, in piena sintonia con tutto quello che l’amministrazione produce, che tenta una giustificazione, presentando un ventaglio di espressioni artistiche: teatro, musica, racconto, arti visive, nuovi media echipiùnehapiùnemetta; così troviamo madonnari, racconti in musica per famiglie, mostre di pittura, viaggi in autobus, live cinema! Mancano solo i palloncini colorati, i clown sui trampoli, le frittelle… . I due direttori artistici, Paola Corti e Riccardo Mantelli si autodefiniscono degli illusi e hanno perfettamente ragione! Sono degli illusi, se sperano di sensibilizzare la cittadinanza con questa accozzaglia di proposte più attinenti a una fiera che a una rassegna artistica. Anche la parte più “sperimentale”, la performance live media (immagini create con il computer e sonorizzate in contemporanea), si è rivelata una palla micidiale, pur rivelando qualche attimo di interesse. Ad Aosta non c’è l’abitudine di una critica, tantomeno di un’analisi: tutto va sempre bene! Noi di Patuasia news non abbiamo paura di farci gli ennesimi nemici e, in quanto cittadini esigenti-contribuenti, cerchiamo di mantenere la distanza del bello dal brutto, del buono dal cattivo…, perché crediamo nel concetto di qualità. Concetto che da noi affoga nel più meschino conformismo.

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2 commenti su “L’illusione di fare arte”

  1. Lucio Cervia Says:

    Copio e incollo

    Nasce finalmente a Venezia, su progetto di Renzo Piano, la Fondazione dedicata a uno dei personaggi più rappresentativi e innovativi del secondo Novecento: Emilio Vedova. Realizzata negli stessi spazi che in vita sono stati laboratorio, atelier e luogo d’incontri. E che ancora oggi continuano a raccontare storie…

  2. Frecciarossa Says:

    Più di trent’anni fa Aosta ospitò nella Tour Fromage, fresca di inaugurazione, una bella mostra di Emilio Vedova. L’esposizione destò sgomento e suscitò molte critiche per i costi sostenuti, ma fu un successo. Oggi i costi si sono moltiplicati, mentre la qualità delle mostre è sempre più scadente. Con questo non rivango i tempi passati, per carità!


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