Riceviamo e pubblichiamo2


Per fronteggiare la crisi aperta dalla sconfitta alle elezioni in Sardegna e dalle successive dimissioni del Segretario W. Veltroni, l’indizione immediata di un Congresso in cui confrontare piattaforme politiche e, su questa base, scegliere il nuovo segretario, sarebbe indubbiamente la strada maestra da seguire.
Tuttavia i tempi della politica, e prima ancora di quelli tecnici, sono  tali, per l’imminenza delle elezioni di giugno, da rendere oggettivamente non praticabile un reale ed approfondito confronto, capace di coinvolgere davvero militanti, iscritti ed elettori del partito. Al contrario, la prossimità della scadenza elettorale rischierebbe di cristallizzare il partito sulle attuali posizioni, rendendo più difficile la ricerca di quelle nuove e più avanzate sintesi che rappresentano la reale sfida innovativa che abbiamo davanti per rilanciare il progetto del Partito Democratico, con il pericolo quindi di determinare una pericolosa ed ulteriore deriva della vita politica interna del Partito.

2. Il percorso che prevede l’elezione di D. Franceschini a segretario fino al Congresso, che si dovrà tenere immediatamente dopo le elezioni e che deve essere convocato dall’Assemblea di domani, dovrà consentire  un reale confronto di idee e proposte su piattaforme politiche natura del partito e leadership. Questo percorso ci vede d’accordo ma deve essere accompagnato da immediati segnali di discontinuità, prima di tutto sul piano degli organismi dirigenti, attraverso da un lato l’azzeramento del Governo ombra e del Coordinamento politico e costruendo, dall’altro, un organismo di carattere straordinario e temporaneo, che faccia leva sui segretari regionali e su una rappresentanza significativa ed innovativa dei territori e delle sensibilità politiche e culturali che costituiscono il tessuto di base del nostro partito, garantendo il pieno coinvolgimento dell’Assemblea e di tutto il partito.

3. Al tempo stesso, in vista soprattutto delle prossime elezioni, è indispensabile che vengano affrontati con la determinazione necessaria i nodi finora irrisolti non solo nella nostra iniziativa e nella politica del Paese,  per definire una sintesi chiara (dalle questioni della bioetica alle politiche del lavoro per fronteggiare la crisi alla collocazione europea del PD per far solo alcuni esempi) in modo tale da costruire una proposta politica e programmatica, che contemporaneamente parli al Paese e ci consenta di affrontare con forza  le elezioni amministrative ed europee,avviando così una credibile alternativa all’attuale governo della destra.

Sergio Chiamparino
Vasco Errani

 

 

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