Riveviamo e pubblichiamo


La speranza non costa nulla

La speranza non costa nulla

Non so cosa accadrà oggi al “summit” del PD. Temo che qualsiasi cosa decidano, sarà giudicata sbagliata: primarie, congresso, leader giovane o leader con esperienza, leader alto biondo occhi azzurri o dai caratteri mediterranei non importa: oggi il PD ha un’immagine che è pari alla Croce Rossa e su di essa è facile infierire. Io che non ho aderito al Pd (per alcuni di quei nodi che adesso vengono al pettine, tipo diritti civili) ma che al Pd ho dato il voto e in questo partito (almeno ad una gran parte di esso) trovo il riferimento politico più prossimo alle mie idee, penso che il PD non possa però tornare sui suoi passi.

Deve fare però delle scelte ben precise, sul tema dei diritti civili innanzitutto e se – come io mi auguro – saranno scelte che dispiaceranno al Vaticano e se i vari Rutelli, Binetti ecc. decideranno di andarsene … che se ne vadano! Minoranza siamo. Minoranza restiamo. Anche se io mi sono battuto per essere Maggioranza, per sporcarmi le mani per dare soluzioni positive per gli interessi generali del nostro paese ecc. ecc. Però la gggente ha premiato e ha dato fiducia agli altri e di questo dobbiamo prendere atto. Chi in questo paese si “è preso cura” degli altri è stato relegato in un ruolo di minoranza dagli elettori. Del resto non capita anche nei condominii: quelli che si occupano delle cose sono una nettissima minoranza, la gran parte sta a guardare quando va bene; succede spesso che quell’impegno venga scambiato per “interesse”. Così va il mondo, Così va la politica. E’ la medesima cosa. Non vi pare?

Oggi c’è, da Vendola a Rosy Bindi (il diavolo e l’acqua santa), uno schieramento riformista che avrebbe le carte in regola per rappresentare chi oggi è soprattutto minoranza culturale in questo paese. Senza rincorrere il capopopolo Di Pietro, senza ammiccare a Casini e senza sperare nelle “crepe” tra Cdl e Lega, tanto li conta il “padrone” di Arcore.

Sarà una battaglia di minoranza? Si? Ripartiamo da li. Del resto diversi di noi, ex comunisti o comunque di sinistra, ci siamo abituati all’opposizione, nonostante Berlusconi abbia fatto credere a mezza Italia che noi abbiamo governato per decenni con la DC.

Voglio ricordare anche a quei compagni che sembrano averlo dimenticato, che il maggior splendore elettorale della sinistra è stato alle europee del 1984, dove, grazie alla morte di Berlinguer la sinistra (PCI+PSI+DP) ebbe il 45.98% e qualche anno prima, nel 1976, (PCI+PSI+DP) il 45.53%. Nelle elezioni del 2008 tra PD, Idv e Sin. Arcobaleno il totale è stato di 41.6% e aldilà di ovvie dissertazioni su questo paragone, si comprende che la sinistra rappresentata dal Pci o dai suoi eredi non è mai andata oltre una certa soglia.

Il dramma, se così vogliamo chiamarlo, non sta nei numeri. Il dramma sta soprattutto in questa aria di “restaurazione”, di passi indietro che l’Italia sta facendo sul terreno delle libertà individuali, del costume, dell’intolleranza, della xenofobia, del vuoto pneumatico che attraversa l’universo giovanile…senza tener conto della crisi economica globale che non sappiamo ancora bene a cosa ci porterà. Tutto negativo? Per non prenderci in giro direi Quasi tutto. Però qualcosa si può fare e spero che nelle prossime elezioni amministrative si ritrovi nei circa 5.000 comuni d’Italia quella passione per arginare la deriva di destra.

So di non aver scritto cose che rimarranno scolpite nella storia, e so anche che qualche destinatario di questa mail mi dirà che “l’analisi non è sufficiente”, “non è vero”, “sei troppo ottimista”, “sei troppo pessimista”, “sei logorroico”, ecc.. Forse è vero che c’è un po di tutto questo e mi piacerebbe essere un Michele Serra o un Massimo Granellini per sintetizzare in 15 righe tutto quanto ho dentro…e non ho detto tutto ciò che ho dentro. Vabbè….Spero solo che queste elezioni siano l’occasione per chi fino ad ora è stato alla finestra, a mettersi o a rimettersi per strada, per dare linfa nuova, per offrire più chance alla politica e alla nostra sinistra. Ciao a tutti.

MAURIZIO DRAPPELLA

 

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