La tragedia di essere uno spettatore


Prendi una valeriana!

Prendi una valeriana!

Se ci vado mi toglieranno le scarpe, l’orologio e le chiavi di casa. Mi metteranno una benda. Porterò il nome di Edipo. Mi faranno palpare una tetta. Giacere con due donne che mi accarezzeranno, chi come amante chi come mamma. Non vedrò le loro facce. Per provare eccitazione o imbarazzo chissà…, affonderò una lama dentro una pasta molle e mi castigherò a vita, portando, secondo loro (quelli del Teatro di Lemming che fanno parte della rassegna “Il teatro sensibile”, curata da Valeriano Gialli), il peso di una mitica colpa e che invece, secondo me, sarà il fastidio di una curiosità frustrata: “chi erano quelle due?”; “cos’ era quella roba molliccia?”;  e soprattuto: “che ci faccio qui?“. Mangerò una mela.

Secondo Valeriano Gialli, questo non-spettacolo, al solito confine tra finzione e realtà,  dovrebbe spiazzarmi. Facile esserlo. Uno prova disagio con uno sconoscuto in ascensore, figuriamoci con una tetta estranea in mano e dopo che ti hanno fatto girare come una trottola. Sarebbe fantastico, se un attore riuscisse a spiazzare gli apatici telespettatori con il telegiornale! Con il sesso è fin troppo banale.

A casa mi offrono di tutto: dall’olio a spremuta fredda, ai tappeti orientali, ai vini di annata, agli sconti di ogni tipo;  a teatro il petting, i bisbigli osceni per vedere l’effetto che fan. Che poi è un effetto così prevedibile da far passare la voglia di recitare a chi lo fa e di andare a teatro per chi ci va. Ma non era finita l’invadenza del Living? Perché, ancora oggi a teatro devo essere trattato di merda, costretto a guardarmi allo specchio e provare pietà per me stesso e pagare pure tredici euro?

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One Comment su “La tragedia di essere uno spettatore”


  1. Commento al testo: Va bene, il Teatro del Lemming non vi piace. Che cosa vi piace? Le torte di PASTICCERI vi possono piacere? Noo? Allora vi potrà piacere la recitazione efficace di Giuseppe Battiston che “fa” Orson Welles? Neanche questa? Allora il poema di Shakespeare reso chiaro chiaro e bello in uno spettacolo che è il teatro di oggi e non di 40 anni fa e che non ti tratta di merda e non ti costringe a guardarti allo specchio e a provare pietà per te stesso; anche se…? Insomma ragazzo, che teatro ti piace? Quello che è un funerale o quello che puzza di morto? Scegli ragazzo. E non hai tanta altra scelta… se non le torte di PASTICCERI.

    Commento al l’immagine: Il manifesto è bellissimo! Vuoi purificarti dopo quello che hai fatto ieri sera? Prendi una valeriana!
    Ogni volta che lo guardo non posso far altro che scoppiare dal ridere.
    Il Blog, visto come deve essere visto, cioè in fretta, è più che divertente. Se ti ci fermi un po’ però, scopri qua e là una punta di cinismo. Gli angeli sterminatori sono crudeli, ma non cinici.


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