Patatrac!
“Ci manca solo la mafia e il patatrac è al completo”. Così termina l’articolo il giornalista del Sole 24 Ore, Giuseppe Oddo. Allora siamo in pieno patatrac, perché la mafia in Valle d’Aosta c’è eccome. Non è quella della lupara, è quella delle istituzioni. I comportamenti mafiosi sono ormai introiettati in vasti ambiti della nostra società in generale e della nostra Regione in particolare. Come definire le assunzioni senza concorso? I fitti intrecci di interesse fra imprenditori e politici? Il controllo esercitato sull’elettorato? I ricatti? La mancanza di un reale sviluppo economico a fronte di cospicue entrate? Non è solo mafioso quel deliquente che chiede una parte del bottino è mafioso chi quel bottino gestisce e distribuisce secondo i propri interessi. La mafia è un cancro che sta corrodendo la nostra “felice isola”. Non aspettatevi incaprettamenti od omicidi spettacolari, anche se non sono da escludere, aspettatevi esattamente ciò che c’è!
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25 gennaio 2012 a 21:16
Alle assunzioni senza concorso, agli intrecci di interesse fra imprenditori e politici, al controllo sull’elettorato e ai ricatti aggiungerei le botte prese da qualcuno, più d’uno, sequestrato, coperto con un sacco e pestato per gli sgarri commessi. Con l’avvertimento finale di non ripetere l’errore. Se qualcuno leggendo si riconosce si faccia avanti e racconti la propria esperienza, anche anonimamente. Sull’omertà in Valle d’Aosta siamo al punto in cui era la Sicilia 20 anni fa. Lì, già da una decina d’anni, la gente ha cominciato a dire basta e a denunciare, qui siamo ancora alla lotta contro il silenzio, a dover convincere la società che denunciare è un dovere per noi ed è l’eredità che lasceremo ai nostri figli.
25 gennaio 2012 a 22:50
e quel che sappiamo e vediamo, come ha detto tempo fa il procuratore Grasso a proposito dell’analoga situazione nazionale, è solo la punta dell’iceberg. Come vi ha detto tagueule con termini diversi, in questa valle è stato sempre molto praticato il sistema del “sablement”, che probabilmente si sarà raffinato con l’evolversi dei tempi. C’è chi ne è rimasto invalido per il resto della vita. Mi pare di avervelo già descritto, tempo fa, roba da medioevo. Uno degli avvertimenti, in linguaggio francoprovenzale che traduco, recita testualmente: “Provvederemo a toglierti un pò di salute”. E’ da poco tempo deceduto un impresario valdostano valdostano della bassa valle, marito di una ex assessora valdostana valdostana, il quale, a suo tempo, era stato “insabbiato” ed abbandonato in un ruscello.
26 gennaio 2012 a 07:13
Cinque casi accertati in cinque anni, mai scoperti gli aggressori.
26 gennaio 2012 a 08:31
Quello che più spiace è che è la Valle d’Aosta ad uscirne con le ossa rotte. Credetemi cari Signori, nell’Union Valdotaine ci sono tante persone oneste che da sempre lavorano e hanno lavorato senza alcun interesse ma soltanto per far crescere un’idea, un’ideale. Orbene, questi, da tempo sono stati messi in un angolo (tanto votano Union comunque) ed è cominciata una campagna acquisti a suon di Euri di chi Unionista non era (calabresi, ex socialisti, ex trombati, ex foyer du Val d’Aoste). La giustificazione addotta recitava più o meno così: ” Per far passare l’ideale de nos atre bisogna governare e prendere più voti possibili”. Il principio della fine dell’Union… E chi non la pensava in questo modo veniva letteralmente preso a calci nel culo…
26 gennaio 2012 a 08:55
Non vedo un grande futuro in VDA per i nostri figli… Prevedo che uno su tre se ne andrà via.
26 gennaio 2012 a 09:51
Paul, io invece avrei voglia di lottare invece…
26 gennaio 2012 a 09:52
un invece di troppo…
26 gennaio 2012 a 10:53
Incaprettamenti e omicidi ancora forse non ci sono, e non ci sono autostrade che necessitano di qualche pilastro nuovo; ma quanti fienili e e quante automobili stanno prendendo fuoco per “autocombustione” negli ultimi tempi? La cosa puzza (veramente) di bruciato.
N. B.: non chiamiamola mafia. Qui è la concorrenza a regnare sovrana.
26 gennaio 2012 a 10:54
(Oops, troppe “e”)
26 gennaio 2012 a 10:56
@andrea
Ci sono senz’altro delle persone per bene in ogni ambito. Credo anche che siano molto numerose ma come ho già avuto modo di dire, le persone per bene, purtroppo, non contano nulla.
26 gennaio 2012 a 11:30
E chissà se adesso anche “Il Sole 24 Ore” verrà inserito nella blacklist dei siti non graditi…!
26 gennaio 2012 a 14:28
Siamo oltre la mafia.
Oggi leggo la seguente notizia: http://www.aostaoggi.it/2012/gennaio/26gennaio/news25435.htm
Violazione delle norme anti-riciclaggio (dice qualcosa il tipo di reato?).
Secondo il giornalista il direttore della banca avrebbe commentato:
“Quando cerchi di agevolare un cliente a volte eviti certe rigidità. Ovvio che non sarà più così, abbiamo rimediato subito”.
Ovvio, caro direttore: rischi la galera!
Tra l’altro, io, tutti quelli che danno per ovvio una cosa del genere, continuerei a controllarli. Anzi approfondirei il controllo: se fosse la sua mentalità che lo fa agire come ha agito, perché dovrebbe averlo fatto una sola volta e perché solo quello e non anche altro?
Il problema sta tutto in quel commento. Il direttore sembrerebbe far finta di non aver capito quella norma nata nel 91 e modificata negli anni. Sembrerebbe far finta di non averne colto il senso. Oppure sembrerebbe ritenere di potersi sostituire all’autorità competente (quella giudiziaria e inquirente) che stabilisce quando c’è riciclaggio e quando non c’è. In poche parole: sembrerebbe non essere adeguato al suo ruolo, come minimo. Certamente sembrerebbe gestire in maniera “familiare” rapporti. Dove il termine familiare ha quel senso obliquo che pretende un rapporto di fedeltà padre-figlio-fratello-affine. Siamo parenti: aiutiamoci. Fammi un favore: te ne sarò debitore in qualsiasi momento, obbligato a risarcirti, qualunque cosa tu mi chieda. Vi dice qualcosa? Certi comportamenti partono anche da lì.
PS
Per i pignoli: “Certamente sembrerebbe” è una licenza che mi sono concesso per rafforzare il pensiero.
26 gennaio 2012 a 14:32
E’ altrettanto ovvio che se il cliente non fosse stato uno “del giro” le segnalazioni sarebbero state fatte, eccome.
26 gennaio 2012 a 16:48
Da un po’ di tempo giravano voci sulle circostanze che fosse prassi consolidata di qualche politico valdostano dell’attuale Giunta telefonare direttamente ai vertici di questa banca per “agevolare” la concessione di prestiti a clienti che non avevano le garanzie necessarie per ottenere il denaro.
Forse non sarà reato, ma dimostrerebbe la gestione “familiare” dell’istituto di credito valdostano che, guarda caso, aveva anche prestato in assenza di garanzie adeguate i soldi all’imprenditore edile Tropiano (quello ora indagato per favoreggiamento) per acquisire l’area dell’ex residence Mont Blanc.
Che anche in quel caso avesse telefonato qualcuno magari al corrente in anticipo del fatto che la regione avrebbe poi acquistato il parcheggio rassicurando sulla sicurezza di tutta l’operazione?
Supposizioni certo. Ma dappertutto troviamo sempre la solita tela di ragno che unisce affari sospetti alla politica.
26 gennaio 2012 a 16:51
Ego La Qualunque è stupito e amareggiato.
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=130284
26 gennaio 2012 a 17:51
E i prestiti mai rientrati dell’Assessore (al bilancio e alle finanze) Claudietto Lavoyer non vi incuriosiscono? Sarebbe interessante sapere quando si è fatto prestare i soldi e quanti erano.
26 gennaio 2012 a 17:53
Bentornato Andrea Vuillermoz, credevo ti avessero tappato la bocca
26 gennaio 2012 a 20:18
@Il Sinistro
Ho letto il comunicato sul sito della Regione. Perron avrebbe detto che l’articolo del Sole 24ore “è ai limiti della querela”. Quindi la considerazione che faccio è la seguente. Perron riconosce un limite, un confine tra due situazioni opposte: l’articolo dice la verità (non mi conviene querelare, il giudice mi darà torto) oppure l’articolo dice il falso (ho il dovere di querelare, il giudice mi darà ragione). Quindi Perron riconosce che esiste questo limite, ma fa intendere che non è stato superato. Secondo Perron, deduco, la situazione si trova in quella zona dove è conveniente alzare la voce della protesta politica (voce che gode oggi di scarsissima considerazione in tutto il mondo), ma non la voce della giustizia penale. Perché? Beh, perché la protesta politica ha gli strumenti della propaganda e della manipolazione, mentre la giustizia…. quelli vengono e scoperchiano tutto e ti fanno le pulci, e non si sa mai. E “meglio ingoiare il rospo”. Faccio questa previsione: non se ne farà niente. Il Sole24 non sarà querelato. Giuseppe Oddo non sarà querelato. Emma Marcegaglia non sarà querelata. La Confindustria non sarà querelata. Roberto Napoletano non sarà querelato.
Perron così chiude la sua lettera al direttore del quotidiano: “Caro Direttore siamo quindi ora noi, valdostani, che rimproveriamo a Lei di aver permesso un attacco di così pessimo gusto ad una realtà italiana che può invece vantare un sistema economico e sociale che funziona e che da tanti viene visto come un modello virtuoso, e di non aver garantito trasparenza, imparzialità e lealtà all’informazione.” Dovremmo attuare un’azione per protestare contro la dichiarazione definita “politica” dallo stesso Perron che si permette di parlare a nome di tutti i valdostani, ma che essendo una dichiarazione appunto “politica” non rappresenta tutti. E per favore chiedo ai soliti pignoli di non tirare fuori la definizione di politica come “amministrazione del bene comune per il bene di tutti attraverso la partecipazione”: è una definizione antica. Io mi riferisco alla politica moderna.
26 gennaio 2012 a 21:23
Claudietto Lavoyer? Non sottovalutiamolo! Ha frequentato con successo l’assessorato ai lavori pubblici, ha frequentato Giarre (sicilia), ospite ed amico di un ex segretario regionale della valle d’aosta colà nato. Avrà pure imparato qualcosa?
p.s. L’ex segretario regionale, caso vuole, è (era) residente in comune di Pontey, così come “l’angioletto” Claudietto Lavoyer.
26 gennaio 2012 a 22:07
@ taguele: condivido ogni singola parola.
26 gennaio 2012 a 23:37
Ovvero: quando il giornalismo supplisce all’assenza di iniziativa della magistratura……
Certo che da noi nessun giornalista (oddio, “giornalista” per indicare il 95% dei nostri quieti lettori di veline è una parola grossa ) si sarebbe mai spinto così in là.
27 gennaio 2012 a 01:15
Beh, però mi sembra che ultimamente Enrico Martinet in una sua “opinione” abbia alzato un sopracciglio!
27 gennaio 2012 a 21:22
Eh, eh, eh….
La Guardia di Finanza ha seguito il mio consiglio….
http://www.aostasera.it/articoli/2012/01/27/21076/caso-lavoyer-rollandin-situazione-personale-ma-chiediamo-un-chiarimento-politico